• English
  • Italiano
  • Русский
Tenuta il Pilaccio nel Cilento

Il Cilento

Cilento: Costa di Miti e bandiere Blu

 

« Chi navighi il golfo, da Posidonia, vede l’isola di Leucosia, a breve distanza dalla terraferma, il cui nome prende da una delle Sirene qui caduta dopo che esse, come si racconta, precipitarono nell’abisso del mare. Di fronte all’isola sta il promontorio antistante alle Sirenusse, che forma il golfo di Posidonia. A chi doppi il capo si presenta, contiguo, un altro golfo in cui è una città che si chiama Hyele…  »
(Strabone. Geografia – Libro VI, 1, 1)

AgropoliTerra di miti, poeti e cantori, il Cilento è da millenni crocevia di civiltà e culture che qui hanno trovato un ambiente ideale per crescere e fondersi dando forma ad un insieme unico nella sua eterogeneità.
Oggi riconosciuto dall’Unesco come bene dell’umanità da tutelare e preservare per le future generazioni, il Cilento racchiude bellezze naturali, culturali e archeologiche come in pochi altri luoghi al mondo.

Dalle antiche Paestum e Velia alle Oasi naturalistiche di Punta Licosa, Persano e Le Grotte di Castelcivita, passando per La Certosa di Padula o i centri medievali di Castellabate e Agropoli, si aprirà dinanzi ai vostri occhi un mondo da esplorare ricco e variegato.
Racchiuso dai Golfi di Salerno e Policastro il Cilento è un grande promontorio, ricco di fiumi, monti, ampie vallate e dolci colline, proteso nel mare Tirreno. Abitate fin dalla Preistoria, queste terre divennero ben presto meta di coloni greci che qui fondarono due tra le più ricche e importanti colonie del Mediterraeneo occidentale, Poseidonia (la romana Paestum) ed Elea (che con i romani prenderà il nome di Velia).

In queste terre, ancor prima dell’arrivo dei colini da molto lontano, cantori greci vi ambientarono alcuni tra i più famosi miti dell’antichità. Come il mito dell’isola delle Sirene, cantato da Omero nell’Odissea, che vuole Ulisse legato all’albero maestro della sua nave per ascoltare l’ingannevole canto delle Sirene dell’isola di Leucosia (L’isolotto a largo di Punta Licosa). Altro mito è quello di Palinuro, nocchiero di Enea, che, dopo essere caduto in mare, fu trascinato per tre lunghi giorni dai flutti prima di essere ucciso dagli abitanti di quel Promontorio che oggi reca il suo nome, Capo Palinuro. In ultimo il mito di Giasone e degli Argonauti, fuggiti dalla Colchide per raggiungere l’Heraion alla foce del fiume Sele, Santuario ellenico ancora oggi tra i luoghi più suggestivi dell’intera area cilentana.

Non solo terra di miti, il Cilento ha legato il suo nome a importanti avvenimenti storici. Abitata, come detto, fin dalla preistoria, così come testimoniano le evidenze archeologiche di Marina di Camerata, Palinuro, San Marco di Castellabate e Capaccio.
Con l’arrivo dei coloni greci il Cilento vide fiorire due importanti centri costieri, Poseidonia ed Elea; la prima nota per i suoi grandi Templi, tra i meglio conservati dell’antichità classica, ancora oggi testimonianza dell’abilità architettonica raggiunta dagli antichi, ed Elea nota per la sua forte vocazione commerciale e perché vide fiorire una delle scuole filosofiche più importanti del Mediterraneo occidentale. La scuola eleatica, da cui trarrà poi origine la scuola medica salernitana, ebbe tra i suoi massimi esponenti Senofane, suo fondatore, Zenone e Parmenide, ma la città focea, così come la vicina Paestum, è famosa anche per l’emissione di moneta, diritto che fu lasciato anche dopo l’ingresso nell’orbita di Roma.

PaestumCon l’avvento dei Romani le città mutarono il nome in Velia (da Elea) e Paestum (da Poseidonia) e il Cilento fu, per volere di Cesare Ottaviano Augusto, una provincia destinata all’allevamento di animali e alla coltivazione di derrate per le mense di Roma.
I secoli successivi la caduta dell’impero videro il Cilento dapprima meta di monaci basiliani e benedettini che qui costruirono chiese e conventi, intorno a cui sorsero molti dei comuni cilentani, tra cui lo stesso Mercato Cilento nato alle pendici del Convento di Santa Maria delle Grazie, e poi la nascita della Baronia dei San Severino.
I secoli successivi videro affermarsi il modello sviluppatosi durante il medioevo, con i comuni nascere e accrescersi nei pressi di strutture sacre o sotto la protezione delle grandi famiglie nobili locali.

Nel corso del XIX secolo il Cilento fu teatro di un insurrezione, nota col nome di moti cilentani (1828), contro l’allora Re Francesco I di Borbone e contro l’invasione sabauda del mezzogiorno, il Brigantaggio.
natura_morta_2Ed è in questo contesto storico-culturale che ha preso piede l’idea di tutelare tutto ciò che il tempo ci ha tramandato come viva testimonianza di un così ricco passato. Nel 1997 il Cilento, dopo essere divenuto uno dei primi parchi nazionali in Italia, è stato inserito nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera del Mab-Unesco (Man And Biosphere-Unesco), così da poter meglio tutelare la biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la cultura e la natura d questi luoghi.

Nel 1998, invece, questo territorio, insieme con i siti archeologici di Velia e Paestum sono stati insigniti di un altro importante riconoscimento che ha visto il Cilento inserito nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità.
Un percorso lungo millenni ha ricevuto la sua degna consacrazione, come menzionato nella candidatura “nel Cilento si realizza l’incontro tra mare e montagna, occidente e oriente, culture nordiche e africane”.

Questo contesto ricco di fascino è l’ideale per il ricevimento di un matrimonio, e quale posto migliore per festeggiare un giorno così importante se non la villa per matrimoni Pilaccio nel Cilento.